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VanityFair.it - Hai mai provato a fare un video-colloquio di lavoro?

VanityFair.it - Hai mai provato a fare un video-colloquio di lavoro?

Anziché il classico incontro vis-à-vis, un filmato in differita: rilassa il candidato e consente a chi seleziona di guardare e riguardare per scegliere al meglio.

Oggi potrebbe capitarvi anche questo: anziché il classico colloquio di lavoro, un'azienda potrebbe chiedervi di fare unvideo-colloquio. Non un incontro virtuale via Skype (ormai quasi una prassi!), ma un video in differita. E la cosa sembra funzionare: crea meno tensione di un incontro vis-à-vis e non richiede né incastri d'orario né spostamenti difficili.
L'azienda francesce EasyRECrue, che ora arriva anche in Italia, ne ha fatto il suo business: sviluppa, appunto, soluzioni in cloud per video-colloqui.
Conta già 200 clienti in Europa e da noi si sono appoggiati al suo servizio già Costa Crociere, l'Università Bocconi, ING Direct e Groupama: «Abbiamo fatto una ricerca e i motivi di apprezzamento non sono pochi (vedi la gallery): la praticità(52%) innanzitutto, poi l'eliminazione dei costi di trasferta(43%) e la migliore valorizzazione della candidatura (42%)»,Arianna Furia, la responsabile in Italia del progetto, spiega meglio il funzionamento: «I candidati sono invitati a rispondere in video - tramite computer e webcam o anche da smartphone o tablet - a un questionario impostato precedentemente dai selezionatori. E possono farlo nel loro momento migliore, purché entro la scadenza indicata. Ovviamente, una volta avviata la registrazione, il candidato non può interromperla, in modo da rispettare i tempi di risposta fissati dal reclutatore per ogni quesito e garantire la stessa naturalezza del colloquio dal vivo. I video, raccolti dalle organizzazioni committenti, possono poi essere rivisti più volte e condivisi con gli altri membri dei loro team interni coinvolti nella valutazione dei candidati. Prevediamo poi anche un sistema di video live: in diretta, ma comunque registrabili, in modo, appunto, da riascoltare se ce ne fosse bisogno».



Di Valeria Vantaggi - VanityFair.it