ROI&recruitment
16 febbraio 2018 / / roi, Articoli

ROI & recruitment: come migliorarne l'efficienza

L'assunzione di nuovo personale rappresenta sempre una sfida per le aziende, perché si tratta di un investimento sulle persone che non assicura il raggiungimento di determinati risultati. Ecco perché sempre più spesso si cerca di stabilire una connessione strategica tra ROI e recruitment anche se questo rimane comunque un meccanismo difficile da calcolare in termini di costo-efficacia.

Con il termine ROI si intende la capacità di valutare il ritorno di un investimento: nel settore delle HR una stima può essere effettuata solo sul numero delle persone assunte, non sul valore aggiunto che queste saranno capaci di portare al team di lavoro. Per questo aspetto, fino a oggi molto è stato attribuito alla bravura del recruiter, alla sua esperienza, alla sua capacità nell'identificare i talenti. Quella che invece si sta facendo strada è la tendenza a cercare di ottimizzare il processo di reclutamento puntando su dati certi: numeri e tabelle.

ROI & recruitment: come definire una strategia

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Per provare a valutare il ROI nel recruitment possiamo innanzitutto provare a ottimizzare la strategia del reclutamento. Il recruiter deve avere ben chiaro il contesto di riferimento: in assenza di una visione realistica della situazione è impossibile definire un piano di azione. Bisogna quindi identificare le aree dell'azienda da migliorare. A quel punto si può definire una strategia per assumere nuovo personale, sempre con considerazione delle risorse finanziare a disposizione.

Una prima analisi dei dati si può fare partendo con un raffronto del lavoro svolto nell'anno precedente. Quanti candidati tra quelli che si sono presentati sono stati reclutati con successo? Quanto è costato il processo di selezione? A queste domande si può rispondere analizzando numeri e statistiche e si può quindi fare un bilancio definendo la percentuale degli assunti in base alle posizioni pianificate e anche la percentuale che è stata spesa del budget a disposizione per la selezione.

ROI & recruitment: l'analisi delle fonti

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Per calcolare il ROI è necessario provvedere anche ad un'analisi delle fonti da cui provengono i nuovi assunti. Non desta meraviglia il fatto che il maggior numero di candidature arrivi in seguito alla pubblicazione di un'offerta di lavoro, ma altre fonti possono essere le agenzie interinali, il sito aziendale e le pagine social della società.

Attraverso l'uso di una piattaforma per HR specifica come quella di EasyRECrue, il recruiter può organizzare e suddividere i profili ricevuti indicando la fonte di provenienza. In questo modo è anche possibile creare un database a cui potere attingere in caso di bisogno e anche in questo caso si possono ottenere dati utili per una eventuale futura selezione: se nel database è possibile trovare un buon numero di curriculum in linea con il profilo aziendale significa che il lavoro svolto in precedenza dal recruiter è stato valido, se invece il numero dei cv è fermo da tempo bisogna cambiare strategia per attirare nuovi talenti. Una soluzione potrebbe essere, ad esempio, quella di puntare su una diversa costruzione dell'immagine dell'azienda o del marchio.

ROI & recruitment: i nuovi strumenti a disposizione dei recruiter

Quasi tutti i dipendenti considerati infruttuosi sono considerati tali per via della loro scarsa motivazione o della loro personalità. Si tratta di aspetti difficili da valutare nel corso di una selezione, che possono a volte emergere nel corso di un colloquio conoscitivo. Una buona soluzione che consente di valutare un gran numero di persone in poco tempo può essere quella di ricorrere allo strumento del video colloquio in differita, oppure organizzare interviste video che i candidati possono preregistrare rispondendo a domande precise.

New Call-to-action

Un’altra strategia studiata dalle risorse umane è infatti quella di somministrare ai candidati dei test di personalità per cercare di capire se sono adatti al lavoro di squadra o se possiedono competenze trasversali che possono portare un valore aggiunto all'azienda.

Pubblicato da Gaetano Angiuli
il 16 febbraio 2018

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